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Opere Postume Vol. 2

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Descrizione

Nel 1807 Nicolas Tournyer pubblicò due volumi, intitolati “Opere postume”. Nel secondo volume vi è inserito anche il testo del celebre “Discorso di Berlino”; questo scritto molto probabilmente è stato redatto nel 1782, e quindi prima ancora della Rivoluzione Francese. Questo Discorso è la risposta che Saint-Martin dà al tema proposto dall’Accademia di Berlino, fondata da Federico II il Grande, con il concorso bandito nel 1781 per l’anno 1783, riservato alla classe di Filosofia speculativa. L’autore stesso ci informa circa questo concorso e del suo esito. Egli, nel suo scritto, tratta con profondità e con la massima importanza il quesito posto dall’Accademia e senza rinunciare alle sue idee religiose ed alle sue vedute fondamentali in materia di filosofia, giunge alla conclusione che la questione sia insolubile con i soli mezzi umani. Seguono al “Discorso di Berlino”, oltre a “Le vie della Saggezza”, alcuni scritti, come “Le Leggi Temporali della giustizia divina”, “Il trattato delle Benedizioni” e “Rapporti spirituali e temporali dell’arcobaleno” che, appartenendo al periodo giovanile, sono strettamente legati agli insegnamenti del suo primo maestro Martinez de Pasqually.




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I più letti di agosto

Agosto è il mese delle partenze, delle spiagge, delle montagne, delle città che si svuotano e, almeno nelle intenzioni, del tempo ritrovato. È anche un mese in cui si legge diversamente: forse con più calma, forse scegliendo libri che durante l’anno abbiamo continuato a prometterci di aprire «appena avrò un po’ di tempo».

I cinque titoli Tipheret più venduti di agosto raccontano, a modo loro, proprio questo desiderio di andare altrove.

Al primo posto René Guénon, Il Re del Mondo, nella traduzione di Arturo Reghini e con il saggio introduttivo di Mauro Bonanno: uno dei testi più enigmatici del pensatore francese, viaggio attraverso il simbolismo del Centro, della Tradizione e di quella geografia sacra che non sempre coincide con quella degli atlanti.

Segue Arturo Reghini con Introduzione ai numeri pitagorici: perché i numeri, prima di diventare strumenti per fare i conti, furono anche un modo per interrogare l'ordine del cosmo. E Pitagora, evidentemente, non va in ferie.

Terzo posto per Iris M. Owen e Margaret Sparrow, Evocando Philip, il sorprendente resoconto dell'esperimento canadese nel quale un gruppo di ricercatori tentò di costruire a tavolino un'entità immaginaria per verificare se fosse possibile produrre fenomeni paranormali. Una storia che sta sul confine, sempre affascinante e pericoloso, tra esperimento, suggestione e mistero.

Al quarto posto Giuliano Kremmerz, La porta ermetica: già il titolo è un invito ad attraversare una soglia, verso quella tradizione ermetica nella quale conoscenza e trasformazione dell'uomo non possono essere separate.

Chiude la cinquina William B. Seabrook, L'isola magica. Viaggio iniziatico nel Vudù: Haiti osservata da uno scrittore e viaggiatore occidentale che volle entrare in un mondo religioso e rituale allora quasi completamente sconosciuto al grande pubblico, restituendone un racconto sospeso fra antropologia, fascinazione e avventura.

Guénon, Reghini, Owen e Sparrow, Kremmerz, Seabrook: cinque modi molto diversi di viaggiare. Verso un centro invisibile, attraverso i numeri, ai confini della psiche, oltre una porta ermetica o fino ai riti di Haiti.

A quanto pare, ad agosto i lettori di Tipheret sono andati in vacanza.
Ma hanno scelto mete piuttosto insolite.

Grazie a tutti loro, e buona lettura.


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