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DOMENICO MARFIA

DOMENICO MARFIA, è nato a Locri (RC) nel 1965 e vive a Bianco (RC), piccolo Comune della Locride; architetto, libero professionista, esperto nel settore del restauro e recupero dei monumenti, è stato nei primi anni della sua attività professionale Tutor presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, nel Corso di Laurea in S.C.B.A.A. (Storia e Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali), successivamente è stato ricercatore del C.E.R.E.R.E. (Centro Regionale per il Recupero dei Centri Storici Calabresi), e Consulente del Vescovo della Diocesi di Locri Gerace, Mons. Giancarlo Maria Bregantini. Vincitore del Concorso Nazionale di Restauro dell’Architettura: TDA – Il Recupero dei Beni Culturali tra Conservazione e Fruizione – Edizione 2007/2008 – Categoria Dimore Storiche, con il progetto di Restauro della Casa Grecanica di Bova (RC). Presidente Regionale dell’Associazione Nazionale Ala-Assoarchitetti (Associazione Liberi Architetti). Ha partecipato in qualità di relatore a numerosi convegni ed ha pubblicato vari articoli su riviste specializzate di restauro. Dal 2004 rivolge la sua attenzione all’architettura esoterica e al simbolismo della Tradizione Iniziatica.


PUBBLICAZIONI


Colei che indica la via. La Cappella della Madonna dell'Odigitria

Collana: Aleph
Autori: Marfia Domenico
€ 13.00




EVENTI IN EVIDENZA

I più venduti di Settembre

Settembre, evidentemente, ha riportato tutti a casa. Ma non necessariamente alla realtà. Al primo posto René Guénon con Il demiurgo e l’illusione del mondo: scritti sulla Gnosi, sulla conoscenza, sul simbolo e sull’ordine metafisico. Un libro che non promette di rendere il mondo più semplice. Semmai di farci sospettare che ciò che chiamiamo “mondo” sia già il primo problema. Al secondo posto Albert G. Mackey con Il simbolismo massonico. Leggende, miti, strumenti, figure: la Massoneria letta attraverso quella lingua simbolica senza la quale rimarrebbe soltanto un edificio pieno di arredi piuttosto strani. Evidentemente i nostri lettori preferiscono sapere perché un simbolo c’è, prima di limitarsi a guardarlo. Al terzo posto ancora Guénon, questa volta con L’esoterismo di Dante. Dante continua dunque a essere letto anche fuori dai programmi scolastici, il che è già una buona notizia. E se poi qualcuno sospetta che dietro Beatrice, la rosa, l’aquila e il viaggio ultraterreno ci sia qualcosa di più, non sarà certo Tipheret a scoraggiarlo. Al quarto posto Douglas Swannie con Il libro di Artù. Dopo metafisica e Massoneria, un po’ di Britannia leggendaria: Artù, le fonti medievali, il mito che attraversa i secoli. Perché, in fondo, dopo aver cercato l’ordine metafisico dell’universo, può venire voglia di cercare anche il Graal. Al quinto posto Stanislas de Guaita con La musa nera. Ed eccoci nel punto in cui simbolismo, occultismo e poesia si incontrano e smettono educatamente di chiedere il permesso. Una chiusura perfetta per una classifica che comincia con Guénon e finisce con uno dei personaggi più affascinanti dell’esoterismo fin de siècle. Insomma, a settembre i lettori Tipheret sono tornati dalle vacanze. Ma, a giudicare dalle letture, non hanno ancora alcuna intenzione di tornare alla normalità.

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