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GERHARD DORN

Gerhard Dorn, nato nei Paesi Bassi Borgognoni, territori posti sotto influenza francese e asburgica, fu uno studioso di vasti interessi, in special modo di alchimia e di Paracelso. I dettagli dei primi anni di vita di Gerhard Dorn, come quelli di molte altre personalità del XVI secolo si perdono nella storia. È risaputo che nacque intorno al 1530 a Mechelen, parte dell’odierna provincia belga di Anversa. Studiò medicina a Tubinga dove incontrò Adam von Bodenstein, a cui è dedicato il suo primo libro e iniziò le sue pubblicazioni attorno al 1565 con una prima versione manoscritta del Chiave di tutta la Filosofia Alchimistica, per la quale sarebbe diventato famoso, dedicata al cardinale Antoine Perrenot de Granvelle. Utilizzò inoltre il glifo personale di John Dee, The Monas Hieroglyphica, sul frontespizio del suo Chymisticum artificium del 1568. Insieme a Von Bodenstein, salvò molti manoscritti di Paracelso e li mandò in stampa per la prima volta. Tradusse inoltre molti di essi in latino per l’editore basilese Pietro Perna vivendo a Basilea durante gli anni ’70 del XVI secolo e a Francoforte agli inizi degli anni ’80 dello stesso secolo, dove infine mori all’età di cinquantacinque anni.


PUBBLICAZIONI


Lessico di Paracelso

Collana: Punto Luce
Autori: Dorn Gerhard
€ 16.00




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I più venduti di Settembre

Settembre, evidentemente, ha riportato tutti a casa. Ma non necessariamente alla realtà. Al primo posto René Guénon con Il demiurgo e l’illusione del mondo: scritti sulla Gnosi, sulla conoscenza, sul simbolo e sull’ordine metafisico. Un libro che non promette di rendere il mondo più semplice. Semmai di farci sospettare che ciò che chiamiamo “mondo” sia già il primo problema. Al secondo posto Albert G. Mackey con Il simbolismo massonico. Leggende, miti, strumenti, figure: la Massoneria letta attraverso quella lingua simbolica senza la quale rimarrebbe soltanto un edificio pieno di arredi piuttosto strani. Evidentemente i nostri lettori preferiscono sapere perché un simbolo c’è, prima di limitarsi a guardarlo. Al terzo posto ancora Guénon, questa volta con L’esoterismo di Dante. Dante continua dunque a essere letto anche fuori dai programmi scolastici, il che è già una buona notizia. E se poi qualcuno sospetta che dietro Beatrice, la rosa, l’aquila e il viaggio ultraterreno ci sia qualcosa di più, non sarà certo Tipheret a scoraggiarlo. Al quarto posto Douglas Swannie con Il libro di Artù. Dopo metafisica e Massoneria, un po’ di Britannia leggendaria: Artù, le fonti medievali, il mito che attraversa i secoli. Perché, in fondo, dopo aver cercato l’ordine metafisico dell’universo, può venire voglia di cercare anche il Graal. Al quinto posto Stanislas de Guaita con La musa nera. Ed eccoci nel punto in cui simbolismo, occultismo e poesia si incontrano e smettono educatamente di chiedere il permesso. Una chiusura perfetta per una classifica che comincia con Guénon e finisce con uno dei personaggi più affascinanti dell’esoterismo fin de siècle. Insomma, a settembre i lettori Tipheret sono tornati dalle vacanze. Ma, a giudicare dalle letture, non hanno ancora alcuna intenzione di tornare alla normalità.

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