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Storia di Tritemio che parlava con gli angeli

15,00€


  • Data di pubblicazione: 01/01/2014
  • ISBN: 978-88-6496-163-7
  • Collana: Malkhut
  • Argomento: Grandi Iniziati Narrativa e Teatro
  • Autore: Rodolfo A. Neri
  • Pagine: 168

Descrizione

Giovanni Tritemio, pseudonimo adottato da Johann Heidenberg il monaco benedettino vissuto realmente in Germania a metà del 1400, è il protagonista di questo racconto basato su vicende che lo riguardano, la maggior parte documentate, altre dal sapore di leggenda, che si ritiene comunque siano realmente accadute. Alchimista, spirito libero in grado di operare prodigi, era dotato di capacità  intellettive tali da far si che venisse eletto a soli 22 anni abate del monastero in cui aveva chiesto rifugio. Si narra fosse capace di evocare gli angeli e dialogare con gli ineffabili esseri intermediari fra noi ed il mondo divino. Tritemio è stato il Maestro di Cornelio Agrippa e di Teofrasto Bombasto Paracelso che si sono trattenuti con lui nell’ultimo monastero in cui è vissuto, a Wurzburg. Il romanzo pone il lettore a contatto con i protagonisti, trasportandolo all’interno del monastero di Wurzburg permettendogli di assistere alle meraviglie che vi sono avvenute e che sia Agrippa che Paracelso hanno appreso,divenendo a loro volta capaci di operare i prodigi che li hanno resi celebri in tutto il mondo. Un romanzo che svela per la prima volta la fonte del sapere dei due grandi Iniziati, una storia che stupirà  il lettore per la sua originalità . Di Tritemio restano i suoi libri ed una strada a lui dedicata,la Trithemius Strasse a Trittheneim, sua città  natale, a riprova della stima e dell’affetto che i suoi concittadini nutrono ancora oggi per la sua figura.




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I più venduti di Settembre

Settembre, evidentemente, ha riportato tutti a casa. Ma non necessariamente alla realtà. Al primo posto René Guénon con Il demiurgo e l’illusione del mondo: scritti sulla Gnosi, sulla conoscenza, sul simbolo e sull’ordine metafisico. Un libro che non promette di rendere il mondo più semplice. Semmai di farci sospettare che ciò che chiamiamo “mondo” sia già il primo problema. Al secondo posto Albert G. Mackey con Il simbolismo massonico. Leggende, miti, strumenti, figure: la Massoneria letta attraverso quella lingua simbolica senza la quale rimarrebbe soltanto un edificio pieno di arredi piuttosto strani. Evidentemente i nostri lettori preferiscono sapere perché un simbolo c’è, prima di limitarsi a guardarlo. Al terzo posto ancora Guénon, questa volta con L’esoterismo di Dante. Dante continua dunque a essere letto anche fuori dai programmi scolastici, il che è già una buona notizia. E se poi qualcuno sospetta che dietro Beatrice, la rosa, l’aquila e il viaggio ultraterreno ci sia qualcosa di più, non sarà certo Tipheret a scoraggiarlo. Al quarto posto Douglas Swannie con Il libro di Artù. Dopo metafisica e Massoneria, un po’ di Britannia leggendaria: Artù, le fonti medievali, il mito che attraversa i secoli. Perché, in fondo, dopo aver cercato l’ordine metafisico dell’universo, può venire voglia di cercare anche il Graal. Al quinto posto Stanislas de Guaita con La musa nera. Ed eccoci nel punto in cui simbolismo, occultismo e poesia si incontrano e smettono educatamente di chiedere il permesso. Una chiusura perfetta per una classifica che comincia con Guénon e finisce con uno dei personaggi più affascinanti dell’esoterismo fin de siècle. Insomma, a settembre i lettori Tipheret sono tornati dalle vacanze. Ma, a giudicare dalle letture, non hanno ancora alcuna intenzione di tornare alla normalità.

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