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L’uomo che volle farsi re

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Descrizione

Lungi dal poter essere interpretato come critica alla Massoneria per gli uomini di cui essa si compone, il racconto L’uomo che volle essere re ne celebra invece i valori universali e ammonisce i malintenzionati sul destino che aspetta chi volesse intenderne in mala fede scopi e strumenti. La chiave che apre le porte dei templi di tutti i Fratelli del mondo deve essere custodita da cuori puri e menti addestrate o la sola porta che aprirà sarà quella della rovina. Occorre sottolineare che la notorietà dell’Opera si deve anche alla trasposizione cinematografica voluta da John Huston che lavorò sulla sceneggiatura dagli anni Cinquanta fino alla realizzazione del 1975. Di non secondario interesse che il regista fosse massone, così come gli attori che aveva in animo di scritturare per i ruoli dei protagonisti Dravot e Carnehan, rispettivamente Clark Gable e Humprey Bogart. Il film riscosse un notevole successo e ottenne quattro nominations agli Oscar del 1976, per la miglior sceneggiatura non originale, migliore scenografia, migliori costumi e miglior montaggio, senza tuttavia vincere alcuna statuetta.




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I più venduti di Settembre

Settembre, evidentemente, ha riportato tutti a casa. Ma non necessariamente alla realtà. Al primo posto René Guénon con Il demiurgo e l’illusione del mondo: scritti sulla Gnosi, sulla conoscenza, sul simbolo e sull’ordine metafisico. Un libro che non promette di rendere il mondo più semplice. Semmai di farci sospettare che ciò che chiamiamo “mondo” sia già il primo problema. Al secondo posto Albert G. Mackey con Il simbolismo massonico. Leggende, miti, strumenti, figure: la Massoneria letta attraverso quella lingua simbolica senza la quale rimarrebbe soltanto un edificio pieno di arredi piuttosto strani. Evidentemente i nostri lettori preferiscono sapere perché un simbolo c’è, prima di limitarsi a guardarlo. Al terzo posto ancora Guénon, questa volta con L’esoterismo di Dante. Dante continua dunque a essere letto anche fuori dai programmi scolastici, il che è già una buona notizia. E se poi qualcuno sospetta che dietro Beatrice, la rosa, l’aquila e il viaggio ultraterreno ci sia qualcosa di più, non sarà certo Tipheret a scoraggiarlo. Al quarto posto Douglas Swannie con Il libro di Artù. Dopo metafisica e Massoneria, un po’ di Britannia leggendaria: Artù, le fonti medievali, il mito che attraversa i secoli. Perché, in fondo, dopo aver cercato l’ordine metafisico dell’universo, può venire voglia di cercare anche il Graal. Al quinto posto Stanislas de Guaita con La musa nera. Ed eccoci nel punto in cui simbolismo, occultismo e poesia si incontrano e smettono educatamente di chiedere il permesso. Una chiusura perfetta per una classifica che comincia con Guénon e finisce con uno dei personaggi più affascinanti dell’esoterismo fin de siècle. Insomma, a settembre i lettori Tipheret sono tornati dalle vacanze. Ma, a giudicare dalle letture, non hanno ancora alcuna intenzione di tornare alla normalità.

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