Descrizione
Nel cuore di un antico tempio egizio, il giovane Sensa viene scelto per un destino che non comprende. Fra sacerdoti dall’autorità assoluta, divinità misteriose e cerimonie sempre più inquietanti, scoprirà che ciò che si presenta come sacro può nascondere il desiderio di dominio, e che la conoscenza non coincide necessariamente con il potere. Soltanto nel giardino del tempio, davanti alla luminosa apparizione del Loto Bianco, gli si rivelerà una verità diversa: quella di un’anima chiamata a liberarsi dalle proprie illusioni, anche a costo del sacrificio. Pubblicato nel 1884, L’idillio del Loto Bianco è uno dei racconti iniziatici più significativi della prima letteratura teosofica. Attraverso una narrazione visionaria, Mabel Collins intreccia la tragedia dell’anima alla denuncia di una religione che ha smarrito il proprio significato spirituale, trasformando la custodia della sapienza in uno strumento di dominio. Un’allegoria della caduta e della redenzione, ma soprattutto una riflessione sulla libertà interiore e sulla possibilità che la verità sopravviva anche a coloro che pretendono di possederla.
Mabel Collins (1851-1927), scrittrice inglese nata a Guernsey, fu una delle figure più rappresentative della prima stagione teosofica. Vicina a Helena P. Blavatsky, collaborò alla rivista Lucifer e dedicò numerose opere alla ricerca spirituale, al simbolismo e all’iniziazione. Tra i suoi scritti più celebri figurano La luce sul sentiero (Light on the Path, 1885), Attraverso le porte d’oro (Through the Gates of Gold, 1887) e L’idillio del Loto Bianco (1884), nel quale il racconto allegorico diventa una meditazione sul destino dell’anima.




