Descrizione
C’è un Dante che la scuola insegna, e un Dante che la Tradizione custodisce. Il primo è poeta, teologo, padre della lingua; il secondo è iniziato, operatore simbolico, custode di una conoscenza che si trasmette sotto il velo della poesia. È a questo Dante invisibile che si rivolge René Guénon, in uno dei suoi testi più penetranti e controversi. Attraverso una lettura rigorosa e radicale, Guénon mostra come la Divina Commedia non sia soltanto un capolavoro letterario, ma una vera e propria architettura iniziatica: un itinerario di reintegrazione dell’essere, una mappa simbolica dei diversi stati dell’anima, una trasmissione dottrinale dissimulata sotto forma poetica. Inferno, Purgatorio e Paradiso cessano così di essere luoghi dell’aldilà per diventare stati dell’essere; Virgilio e Beatrice non sono più semplici figure narrative, ma funzioni iniziatiche; e Dante stesso appare come anello di una catena sapienziale che attraversa l’Occidente medievale collegandolo alla Tradizione universale. Il saggio introduttivo di Mauro Bonanno accompagna e approfondisce questa prospettiva, mostrando come l’interpretazione guénoniana non sia un’ipotesi marginale, ma una chiave capace di trasformare radicalmente il nostro modo di leggere Dante. Un libro che non si limita a spiegare un testo, ma invita il lettore a varcare una soglia.




