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La regolarità massonica

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  • Data di pubblicazione: 01/01/2013
  • ISBN: 978-88-6496-131-6
  • Collana: Yesod
  • Argomento: Massoneria Ritualità
  • Autore: Oswald Wirth
  • Curatore: Vittorio Vanni
  • Pagine: 184

Descrizione

I testi qui pubblicati di Oswald Wirth [5 agosto 1860 a Brienz (Svizzera) – 9 marzo del 1943] tratti dalla Rivista Le symbolisme degli anni 1924/1938 è rieditato in un momento storico della Massoneria internazionale in cui queste esatte e appassionate considerazioni dell’autore sono incredibilmente attuali. Ai tempi in cui quest’articolo sembrò necessario, la Massoneria anglosassone prevaleva non soltanto come numero, ma soprattutto dal punto di vista ideologico, arroccandosi nel considerare la sua spiritualità  in un esclusivo ambito giudaico-cristiano, e la ritualità  come un banale insegnamento morale, ricondotto a usi e costumi di un corpo sociale conservatore e spesso prevaricatore. Nel 1929 la Gran Loggia Unita d’Inghilterra emanò delle regole per il riconoscimento, spesso molto ambito dalle varie Massonerie, e che è stato negato o distolto non soltanto per motivi d’impostazione ideologica, ma soprattutto per la consueta politica di prevalenza della Massoneria inglese. Lo scopo di questa integrazione alle esaustive osservazioni del Wirth consiste solo nell’aggiornamento delle cognizioni storiche espresse dopo il 1938, in particolare da Robert Ambelain e Henry Jullien.




EVENTI IN EVIDENZA

I più venduti di Settembre

Settembre, evidentemente, ha riportato tutti a casa. Ma non necessariamente alla realtà. Al primo posto René Guénon con Il demiurgo e l’illusione del mondo: scritti sulla Gnosi, sulla conoscenza, sul simbolo e sull’ordine metafisico. Un libro che non promette di rendere il mondo più semplice. Semmai di farci sospettare che ciò che chiamiamo “mondo” sia già il primo problema. Al secondo posto Albert G. Mackey con Il simbolismo massonico. Leggende, miti, strumenti, figure: la Massoneria letta attraverso quella lingua simbolica senza la quale rimarrebbe soltanto un edificio pieno di arredi piuttosto strani. Evidentemente i nostri lettori preferiscono sapere perché un simbolo c’è, prima di limitarsi a guardarlo. Al terzo posto ancora Guénon, questa volta con L’esoterismo di Dante. Dante continua dunque a essere letto anche fuori dai programmi scolastici, il che è già una buona notizia. E se poi qualcuno sospetta che dietro Beatrice, la rosa, l’aquila e il viaggio ultraterreno ci sia qualcosa di più, non sarà certo Tipheret a scoraggiarlo. Al quarto posto Douglas Swannie con Il libro di Artù. Dopo metafisica e Massoneria, un po’ di Britannia leggendaria: Artù, le fonti medievali, il mito che attraversa i secoli. Perché, in fondo, dopo aver cercato l’ordine metafisico dell’universo, può venire voglia di cercare anche il Graal. Al quinto posto Stanislas de Guaita con La musa nera. Ed eccoci nel punto in cui simbolismo, occultismo e poesia si incontrano e smettono educatamente di chiedere il permesso. Una chiusura perfetta per una classifica che comincia con Guénon e finisce con uno dei personaggi più affascinanti dell’esoterismo fin de siècle. Insomma, a settembre i lettori Tipheret sono tornati dalle vacanze. Ma, a giudicare dalle letture, non hanno ancora alcuna intenzione di tornare alla normalità.

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