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Il primo volo dell’uomo

10,00€


  • Data di pubblicazione: 01/01/2015
  • ISBN: 978-88-6496-214-6
  • Collana: Malkhut
  • Argomento: Mito e Tradizione Narrativa e Teatro Oriente
  • Autore: Claudio Saporetti
  • Pagine: 92

Descrizione

Etana è il nome di un mitico personaggio della Mesopotamia, protagonista di una fantastica leggenda che si conclude con un volo verso il cielo: il più antico volo di un uomo, il primo astronauta nella storia dell’umanità. La leggenda di Adapa, sempre in assiro-babilonese, è contenuta in tavolette di terracotta scritte in caratteri cuneiformi, sparse nel tempo: si va dal XIII secolo al VII, ed i testi vanno dalla biblioteca del re egiziano Amenophi IV, a Tell Amarna, a quella del re assiro Assurbanipal, a Ninive. E Ghilgamesh? È il più famoso eroe della Mesopotamia, protagonista di varie composizioni, sumere ed assiro-babilonesi. La più importante, come sanno ormai tutti, è un lungo racconto contenuto in dodici tavole, rinvenuto nella biblioteca del re Assurbanipal, a Ninive, vissuto nel VII secolo a.C. Ma si tratta di una versione nuova, “riveduta e corretta”, di una storia precedente, di cui si trovano brani nel periodo medio-babilonese, paleobabilonese e persino in lingue hurrica, elamita, ittita. Qui è riportata la seconda parte, una specie di Odissea in cui l’eroe vaga alla ricerca dell’immortalità, dopo aver vissuto, nella prima parte, avventure da Iliade.




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I più venduti di Settembre

Settembre, evidentemente, ha riportato tutti a casa. Ma non necessariamente alla realtà. Al primo posto René Guénon con Il demiurgo e l’illusione del mondo: scritti sulla Gnosi, sulla conoscenza, sul simbolo e sull’ordine metafisico. Un libro che non promette di rendere il mondo più semplice. Semmai di farci sospettare che ciò che chiamiamo “mondo” sia già il primo problema. Al secondo posto Albert G. Mackey con Il simbolismo massonico. Leggende, miti, strumenti, figure: la Massoneria letta attraverso quella lingua simbolica senza la quale rimarrebbe soltanto un edificio pieno di arredi piuttosto strani. Evidentemente i nostri lettori preferiscono sapere perché un simbolo c’è, prima di limitarsi a guardarlo. Al terzo posto ancora Guénon, questa volta con L’esoterismo di Dante. Dante continua dunque a essere letto anche fuori dai programmi scolastici, il che è già una buona notizia. E se poi qualcuno sospetta che dietro Beatrice, la rosa, l’aquila e il viaggio ultraterreno ci sia qualcosa di più, non sarà certo Tipheret a scoraggiarlo. Al quarto posto Douglas Swannie con Il libro di Artù. Dopo metafisica e Massoneria, un po’ di Britannia leggendaria: Artù, le fonti medievali, il mito che attraversa i secoli. Perché, in fondo, dopo aver cercato l’ordine metafisico dell’universo, può venire voglia di cercare anche il Graal. Al quinto posto Stanislas de Guaita con La musa nera. Ed eccoci nel punto in cui simbolismo, occultismo e poesia si incontrano e smettono educatamente di chiedere il permesso. Una chiusura perfetta per una classifica che comincia con Guénon e finisce con uno dei personaggi più affascinanti dell’esoterismo fin de siècle. Insomma, a settembre i lettori Tipheret sono tornati dalle vacanze. Ma, a giudicare dalle letture, non hanno ancora alcuna intenzione di tornare alla normalità.

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