Descrizione
Questo libro non è un saggio sulla povertà, né un racconto edificante sulla beneficenza. È il ritratto corale di un’esperienza concreta, vissuta e costruita nel tempo, che ha trasformato luoghi di marginalità in spazi di dignità. Il filo ‘‘rosso’’ della solidarietà attraversa storie, volti, gesti quotidiani e scelte difficili, restituendo la memoria e il senso dell’opera degli Asili Notturni Umberto I di Torino e delle realtà che da essi sono nate. Al centro non c’è l’indigenza come categoria astratta, ma l’uomo nella sua fragilità: chi ha perso tutto, chi prova a rialzarsi, chi sceglie di restare accanto senza clamore. Attraverso testimonianze dirette, riflessioni storiche, documenti e immagini, il volume racconta una solidarietà che non si esaurisce nell’emergenza, ma si fa metodo, responsabilità, visione civile. Una solidarietà laica, discreta, operosa, capace di coniugare spiritualità e azione, memoria e progetto. Questo libro è una cronaca di impegno e una mappa etica del presente. Un invito a guardare là dove la città continua a essere umana.




