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Il mito della Sfinge

10,00€

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  • Data di pubblicazione: 06/03/2020
  • ISBN: 978-88-6496-508-6
  • Collana: Punto Luce
  • Argomento: Mito e Tradizione
  • Autore: Francis Warrain
  • Curatore: Federico Pignatelli
  • Pagine: 76

Descrizione

Il significato delle immagini e dei racconti che costituiscono il simbolismo antico si ricollega da una parte allo schematismo (fonetico, numerico, geometrico) dall’altra all’animismo (caratteri, tendenze, proprietà). È riconducendo le cose e le azioni concrete alla loro architettura schematica, e ancora alla loro caratteristica animica che si può trasformare in nozioni esplicite le intuizioni suggerite dalle figure stesse. La sfinge è il simbolo dell’Unità, riassume in lei le forme le più strane l’una all’altra. Simbolo della Verità, mostra la ragione di tutti gli errori nei suoi contrasti stessi. Simbolo dell’Assoluto, manifesta il quaternario misterioso. Essa si erge sopra tutte le discussioni, immobile, riassunto dell’Unità di tutti i culti, di tutte le scienze. Mostra al cristiano l’angelo, l’aquila, il leone e il toro che accompagnano gli evangelisti; l’ebreo vi riconosce il sogno di Ezéchiel; l’Indù i segreti di Adda Nari, e lo “scienziato” stava per passare sdegnoso quando ritrova sotto tutti questi simboli le leggi delle quattro forze elementari: Magnetismo, elettricità, calore, luce.




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Settembre, evidentemente, ha riportato tutti a casa. Ma non necessariamente alla realtà. Al primo posto René Guénon con Il demiurgo e l’illusione del mondo: scritti sulla Gnosi, sulla conoscenza, sul simbolo e sull’ordine metafisico. Un libro che non promette di rendere il mondo più semplice. Semmai di farci sospettare che ciò che chiamiamo “mondo” sia già il primo problema. Al secondo posto Albert G. Mackey con Il simbolismo massonico. Leggende, miti, strumenti, figure: la Massoneria letta attraverso quella lingua simbolica senza la quale rimarrebbe soltanto un edificio pieno di arredi piuttosto strani. Evidentemente i nostri lettori preferiscono sapere perché un simbolo c’è, prima di limitarsi a guardarlo. Al terzo posto ancora Guénon, questa volta con L’esoterismo di Dante. Dante continua dunque a essere letto anche fuori dai programmi scolastici, il che è già una buona notizia. E se poi qualcuno sospetta che dietro Beatrice, la rosa, l’aquila e il viaggio ultraterreno ci sia qualcosa di più, non sarà certo Tipheret a scoraggiarlo. Al quarto posto Douglas Swannie con Il libro di Artù. Dopo metafisica e Massoneria, un po’ di Britannia leggendaria: Artù, le fonti medievali, il mito che attraversa i secoli. Perché, in fondo, dopo aver cercato l’ordine metafisico dell’universo, può venire voglia di cercare anche il Graal. Al quinto posto Stanislas de Guaita con La musa nera. Ed eccoci nel punto in cui simbolismo, occultismo e poesia si incontrano e smettono educatamente di chiedere il permesso. Una chiusura perfetta per una classifica che comincia con Guénon e finisce con uno dei personaggi più affascinanti dell’esoterismo fin de siècle. Insomma, a settembre i lettori Tipheret sono tornati dalle vacanze. Ma, a giudicare dalle letture, non hanno ancora alcuna intenzione di tornare alla normalità.

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