Descrizione
Esiste una Praga che non compare nelle guide turistiche né nei libri di storia. È la città delle ombre, dei desideri proibiti, delle prostitute, dei violinisti erranti, dei visionari e degli uomini che inseguono la propria rovina. È la Praga di Paul Leppin. Contemporaneo di Franz Kafka e amico di Gustav Meyrink, Leppin fu una delle voci più originali della letteratura praghese del primo Novecento. Mentre Kafka indagava il senso di colpa e Meyrink le vie dell’occultismo, egli scelse di raccontare la città attraverso il linguaggio del sogno, dell’erotismo, della malinconia e della decadenza, dando vita a pagine di straordinaria intensità visionaria. Questa raccolta riunisce alcuni dei suoi racconti più significativi. Ne emerge una Praga crepuscolare, popolata da figure marginali, artisti, prostitute, visionari e anime perdute, dove il confine fra realtà e allucinazione si dissolve continuamente. Tradotta e curata da Vittorio Fincati, questa edizione restituisce al lettore italiano uno degli autori più affascinanti e meno conosciuti della Mitteleuropa, protagonista di quella stagione letteraria che fece di Praga una delle capitali spirituali del Novecento. Leggere Leppin significa entrare in un mondo nel quale ogni vicolo custodisce un segreto, ogni volto cela un abisso e ogni amore porta già in sé il presagio della propria fine.
Paul Leppin (Praga, 1878-1945) fu scrittore, poeta e narratore di lingua tedesca, tra le figure più singolari della Praga fin de siècle. Vicino agli ambienti decadenti e simbolisti, raccontò nei suoi lavori una città notturna, sensuale e inquieta, sospesa tra eros, sogno, malattia e dissoluzione. Ammirato da Max Brod, frequentò l’ambiente culturale in cui si formarono Kafka, Meyrink e Rilke. La sua opera è oggi riscoperta per l’atmosfera visionaria e la capacità di trasformare Praga in un labirinto dell’anima. Tipheret ha già pubblicato Fantasmi praghesi (2023).




