L'oceano universale


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Collana: Chokmah
Genere:
Data di pubblicazione: 2015
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 192
ISBN: 978-88-6496-263-4

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Abstract 

L’acqua ha rappresentato e continua a rappresentare, attraverso le sue simboliche profondità, un mondo misterico e fantastico in cui realtà, immaginazione e metafisica s’intrecciano in una condizione la cui essenza fluida e lenta sembra acquisire valenze oniriche al di fuori del tempo e dello spazio. Evoca il ricordo ancestrale dell’ovattato grembo materno ed è l’immagine del silenzio primordiale su cui aleggia il Logos. Diviene specchio, luce, riflesso e matrice di ogni possibilità d’esistenza. Dai suoi primordi l’uomo comprese l’importanza di quest’elemento così sfuggente che era fonte di vita per se stesso e per il mondo che lo circondava e, contemporaneamente, comprese quanto, pur nella sua “non forma”, potesse, una volta scatenata la sua forza, dimostrare tutta la sua enorme potenza distruttiva. L’uomo esaltò questo duplice aspetto come uno dei princìpi dell’inizio della vita e della sua fine ma anche come allegoria di quell’acqua di vita spirituale che rappresenta il mezzo attraverso cui l’uomo può giungere alla sorgente di tutte le cose. Tutta la storia dell’acqua e del suo simbolismo è legato all’idea dell’amplesso sacro. Tutti i testi sacri adombrano tale atto come il punto zero della generazione cosmogonica. L’unione del polo maschile e femminile, della fecondazione della materia primordiale e la sua gestazione attraverso l’opera del Logos apre alla manifestazione della materia e dell’umanità e la sua presenza nei vari periodi ciclici non è che simbolo dell’archetipo primordiale. L’acqua è dunque il lavacro della materialità, della cancellazione delle impurità materiali e dello spirito che si mescola con tutti gli altri elementi per ricreare la condizione e la trasformazione dell’essere nell’uomo primordiale. Da un punto divista microcosmico l’elemento diventa la bevanda d’immortalità, il sacro liquore e nel contempo è il veleno che deve uccidere per trasformare l’essere, al fine di cambiare, come il serpente, la pelle. È la goccia che consuma la pietra dell’ignoranza. È il rivolo che penetra nelle profondità della terra e che sgorga vincendo l’impermeabilità della materia. Che nutre ogni cosa, che da vita, che disseta, che scioglie ogni nodo.

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